So di muovermi un po’ in controtendenza sulla questione Marcelletti, e so anche quanto rischiosa sia la mia posizione. Ma io dico: scrivere sms a sfondo erotico con una 13enne, ancor più tenendo conto di come sono oggi le 13enni, non mi sembra un reato così grave da meritare la gogna mediatica che tocca al dottore. E lo stesso vale per i pagamenti presi in nero, tanto più che non ha fatto altro che seguire il consiglio del nostro attuale Capo del Governo, votato dalla maggioranza di noi. Peggio sarebbero, a mio avviso, le corruzioni, ma su questo nulla è detto. “Marcelletti ha confessato”. Ha confessato di avere scherzato in modo spinto con la figlia della sua donna. Poco pulito, certo. Ma è giusto crocifiggerlo così?

sì, a mio avviso è giusto crocifiggerlo, per più d’un motivo. Primo: non si trattava di sms, o di “scherzi” con la ragazzina, ma di foto intime che la 13enne si scattava e mandava al professore (in cambio di cosa non è dato, al momento, sapere). Figlia (minorenne!!) di una ex amante del Marcelletti. Secondo: non ha fatto altro che seguire lo stile Berlusconi. Vero. E allora? L’elezione del mafioso-playmobil ha spostato in avanti il confine del lecito? Il “nostro” confine? Piuttosto rischioso avallare comportamenti simili. Infine, le “donazioni” che il Marcelletti chiedeva per un’associazione benefica e che l’allegro chirurgo tramutava in cene e viaggi per sé e gli amici. Quest’uomo avrà pure dimostrato abilità come medico, ma, per dirla in francese, è un pezzo di merda.
Hai ragione nel dire che il nostro confine non deve essere spostato in avanti. Però io detesto le scene tipo Hotel Rafael, in cui tutti sono pronti a scagliare la prima pietra quando è stato individuato il capro espiatorio. E poi la questione delle corruzioni- reato grave, se sarà dimostrato, a suo carico – viene posta in secondo piano rispetto alla storiella ben più gustosa degli sms: guarda i titoli dei giornali! Ripeto, non che fosse una pratica meritevole, ma secondo me nemmeno un motivo valido per condannarlo sulla pubblica piazza come schifoso pedofilo.
Se contesti il modo di fare informazione, ti do senz’altro ragione. La storiella pruriginosa, l’odore di sesso, il titolo da gossip insomma, prevale sempre sulla drammatica serietà dei comportamenti da reato di questi individui. E’ una deriva che sembra ormai, ahimé, inarrestabile. Perciò rimbocchiamoci le maniche e tentiamo come possiamo di arginarla.
Detto ciò, a me le scene tipo Hotel Rafael piacciono moltissimo. Perché mi piace vedere in faccia la gente che s’indigna, che giudica, che alza la testa, che non si fa prendere per il culo a vita, che senza tam tam prende, esce di casa e va a lanciare 50 lire a quel ladro di Craxi, che in nome del partito ha rubato senza freni. Lui, e non solo lui. Ecco, semmai detesto vedere chi lancia monetine a Craxi e il giorno dopo si mette d’accordo con l’Udc di turno per spartirsi la mazzetta. O, per venire al caso Marcelletti, vedere il primario che nel commentarne la vicenda scuote severo la testa, e poi si fa fissare un appuntamento col tal rappresentante e, in cambio di un regalino, decide di utilizzare nel suo reparto il tal macchinario.
L’ipocrisia no, il gossip no, ma l’indignazione sì. E serietà. Con più serietà intorno potrei perfino tornare (socialmente parlando) a ridere.
Non posso che condividere tutto quello che dici, su ipocrisia, su gossip e su indignazione. Per quanto riguarda l’Hotel Rafael, però, dissento, perchè per me rappresenta qualcosa di diverso. Tu lo ricordi come l’immagine dell’indignazione del popolo libero. Io lo identifico come il simbolo della facile tumulazione di un capro espiatorio nel momento in cui questo diventa un gesto senza rischi. Senza nulla togliere alle nefandezze di Craxi.